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Secondo l’Ayurveda il nostro fisico è composto da sette tessuti. Questi sono
Rasa (plasma)
Rakta (sangue)
Mamsa – pronunciato maamsa (muscoli)
Meda – tessuto adiposo
Asthi – Ossa
Majja – Midollo
Shukra – Seme
Prima di iniziare a descrivere ciascun dhatu, vorrei fare una premessa. Quando si tratta di concetti Ayurvedici spesso si cerca di paragonarli a concetti moderni del corpo e della salute. Questo è importante da evitare perchè i termini Ayurvedici definiscono concetti molto più ampi di quelli moderni . Per anni questa è stata la prassi a livello globale ma è un approccio riduzionistico nei confronti della scienza. Per questa ragione ho deciso di non allegare del materiale fotografico. I termini usati sono quelli moderni nella traduzione ma il concetto di un tessuto è diverso da quello moderno partendo dal fatto che i dhatu vengono sostenuti e nutriti da un insieme complesso di elementi i quali lavorano in sintonia ed interagiscono l’uno con l’altro sostenendosi e di conseguenza sostenendo anche l’organismo.
I dhatu fungono da “fondamenta” nelle quali i tre dosha dimorano e sostengono le funzioni dell’organismo (corpo-mente). Le fondamenta quindi sono di natura fisica ovvero solida. I dosha d’altro parte non hanno una forma fisica ma sono responsabili per tutti i funzionamenti fisiologici del corpo, hanno anche un ruolo nel caso di una malattia, per saperne di più leggete l’introduzione ai 3 dosha.
Ogni dhatu ha un sub dhatu ovvero upadhatu e dei mala (tessuto di scarto). Nella descrizione di ciascun dhatu in questo articolo verranno nominati, però vedremo la loro formazione in dettaglio in un altro articolo dedicato alla formazione dei dhatu (il metabolismo secondo l’Ayurveda). Qui sotto una breve descrizione.
I sub-dhatu e i mala vengono creati durante il processo metabolico, ciascun tessuto trae nutrimento da quello precedente. Tra i 5 elementi (Pancha mahabhuta) il fuoco è responsabile per il funzionamento fisiologico dell’organismo. Il suo ruolo principale è nella digestione ed il metabolismo. Per digestione qui non si intende solamente la digestione degli alimenti che fanno parte dei nostri pasti ma anche la digestione dei nutrienti (che derivano sempre dagli alimenti) a livello di ciascun tessuto. Dato che ciascun tessuto trae nutrimento da quello precedente, il primo tessuto da dove si nutre? Dagli alimenti. Infatti viene definita la quint’essenza del cibo. Questo implica che l’elemento fuoco (in questo contesto Agni) di ciascun tessuto dev’essere sano per accertare che ogni tessuto riceva il giusto nutrimento. Per fare in modo che il nutrimento completi il ciclo dei 7 tessuti sono necessari 30 giorni circa.
1. Rasa Dhatu:
Il termine rasa ha diversi significati come succo, sapore, liquido. In questo contesto si riferisce ad un liquido, quella parte liquida del sangue. Alle volte viene paragonato al plasma però anche altri materiali come la linfa e i liquidi interstiziali sonoconsiderati rasa.
Com’è il caso con tutti i tessuti non è solamente un componente strutturale o fisico del corpo ma una sostanza che nutre l’organismo. Come tutti gli altri componenti del corpo il rasa ha delle qualità, ovvero dei guna. Queste qualità conferiscono al tessuto il suo funzionamento e il suo ruolo nell’organismo. Essendo un tessuto liquido è freddo, umido, soffice, pesante, grossolano . In effetti le sue qualità riflettono gli ultimi due elementi acqua e terra (ap/jala e pritvi).
La qualità o la salute di questo tessuto dipende dalla qualità degli alimenti che il corpo riceve. Infatti i testi classici Ayurvedici nominano il rasa come la quintessenza del cibo.
Gli upadhatu o tessuti secondari di rasa dhatu sono il latte materno (sthanya) e fluido mestruale (aartava).
Il mala (tessuto di scarto) è kapha. C’è da intendere che kapha in questo contesto non si riferisce a kapha dosha. Qui implica il legame che c’è tra il tessuto stesso ed altri prodotti che hanno delle caratteristiche o qualità di kapha dosha (unto, freddo, pesante, stabile, lento, liquido, soffice)
2. Rakta dhatu:
Anche la parola rakta ha diversi significati come rosso, appassionato, piacevole, sangue. Rappresenta i globuli rossi. C’è un legame importante tra rakta e l’elemento fuoco (agni) che carbura le attività mentali e fisiche. Essendoci questo rapporto con agni questo tessuto ha le stesse qualità ovvero è caldo, secco, leggero, duro, instabile, fluido, chiaro, sottile e acuto.
I suoi upadhatu sono i tendini (kandara) e vasi sanguigni (sira).
Il mala di rakta è pitta. Anche qui non si deve confondere con il dosha pitta.
3. Mamsa dhatu:
La parola mamsa ha i seguenti significati: carne, tempo. Entrambe le traduzioni hanno a che fare con la formazione (e distruzione) di questo tessuto. La struttura muscolare non è nient’altro che mamsa dhatu. Ha un legame importante con gli elementi fuoco e terra che conferiscono rispettivamente la funzione e forma al muscolo. L’elemento aria conferisco a sua volta il loro movimento.
I suoi upadhatu sono il grasso intramuscolare (vasaa) e la pelle (tvacia).
Il suo mala è kha (secrezioni del naso e delle orecchie)
4. Meda dhatu:
Meda è il tessuto adiposo. Ha un legame importante con gli elementi acqua e terra. L’elemento acqua rappresenta la sua capacità nutritiva e di sostegno agli altri tessuti e la terra conferisce stabilità.
Gli upadhatu di mamsa dhatu sono i legamenti (snayu), e le articolazioni (sandhi).
Il suo mala è il sudore (sveda)
5. Asthi dhatu:
La parola asthi significa osso. Gli elementi terra e aria prevalgono in questo tessuto corporeo. L’elemento terra conferisce la forma al corpo scheletrico e l’aria ne conferisce la sua secchezza, porosità, leggerezza e movimento.
I suoi upadhatu sono i denti (danta)
I suoi mala invece sono i peli (kesha) e le unghie (nakha)
6. Majja dhatu:
Letteralmente il termine majja significa “midollo”. C’è da capire però che questo tessuto non si limita a ciò che noi conosciamo come il “midollo”. Il midollo è qualcosa che si trova avvolto dalle ossa ovvero dallo scheletro. Il sistema nervoso è anche collocato all’interno dello scheletro. Il cervello risiede nel cranio, il midollo spinale si colloca all’interno delle vertebre. Infatti il majja dhatu è analogo sia con il midollo osseo che con il sistema nervoso. Gli elementi che prevalgono in questo tessuto sono acqua (ap/jala) e aria (vayu). L’elemento aria è responsabile per il funzionamento del sistema nervoso. Infatti c’è un alto grado di vata coinvolto nel funzionamento del sistema nervoso. L’elemento acqua funge da contenitore “di sostegno” di vayu, così per mantenerlo in equilibrio. Vediamo questa sua presenza anche nella guaina mielinica che ha un alto grado di acqua che ha delle proprietà inerenti nel kapha dosha quindi la sua funzione protettiva.
L’upadhatu di majja dhatu sono i capelli
Il mala sono le lacrime
7. Shukra dhatu:
La parola shukra ha diversi significati tra i quali vediamo; chiaro, lucido, brillante, seme, virile, richezza. Tutti questi termini hanno a che fare in qualche modo con la salute. È lucido, chiaro, brillante perchè una persona con questo tessuto sano ha una lucentezza della pelle che “brilla” di salute, che riflette lo stato di forza, ed immunità della persona. L’elemento che prevale in shukra è l’acqua (ap/jala). Infatti ha le stesse caratteristiche (guna). Gli altri elementi che seguono in ordine di importanza sono aria e fuoco che hanno a che fare con la motilità ed il funzionamento del tessuto stesso.
Per quanto riguarda l’upadhatu di shukra c’è una differenza di opinione. Alcuni testi antichi citano che non ha nessun sub-dhatu ed altri invece nominano Ojas come un sottoprodotto di shukra dhatu.
I fluidi genitali che sostengono la fisiologia del sistema riproduttivo si possono definire i mala di questo dhatu.
OJAS
Ojas viene definito la quintessenza dei dhatu. Ha un legame e ruolo stretto con il mantenimento della forza fisica e di resistenza del corpo. Anche per Ojas ci sarà un articolo dedicato in futuro. Il fatto che viene formato in seguito a shukra dhatu, che è l’ultimo dei 7 tessuti corporei, implica che la sua qualità e quantità dipendono dalla qualità ed il giusto nutrimento di tutti i tessuti che lo precedono.
Avete notato come per ogni tessuto sono stati citati degli elementi coinvolti? Ciò non vuol dire che quelli non citati per ciascun dhatu non siano presenti al suo interno. Ricordatevi che visto che i 5 elementi compongono i tre dosha, pervadono l’intero organismo. Non c’è posto o luogo nel corpo dove non siano presenti. Al limite cambiano le loro percentuali di presenza ma sono sempre presenti facendo parte della fisiologia (ed eventuale patologia) del corpo/mente.

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